Gli esperti reputano le preoccupazioni che la Russia usi le criptovalute per aggirare le sanzioni totalmente infondate


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Gli esperti reputano le preoccupazioni che la Russia usi le criptovalute per aggirare le sanzioni totalmente infondate

Jake Chervinsky della Blockchain Association ritiene che i politici non dovrebbero essere preoccupati che la Russia possa utilizzare le criptovalute per aggirare le sanzioni economiche, poiché non sarebbe fattibile su larga scala.

Secondo gli esperti di crypto policy, le preoccupazioni espresse da politici di alto profilo circa la possibilità che la Russia eluda le sanzioni economiche utilizzando le criptovalute siano “totalmente infondate”.
A parer loro, il mercato delle criptovalute non è abbastanza grande per sostenere i volumi di cui la Russia necessiterebbe, e che l’infrastruttura degli asset digitali del paese sia minima.
Hillary Clinton, ex segretario di stato degli Stati Uniti, e Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, sono tra le figure di alto profilo preoccupate che le criptovalute possano essere utilizzate dalla Russia per aggirare le severe sanzioni finanziarie imposte per l’invasione dell’Ucraina.
Il paese è stato in gran parte tagliato fuori dal sistema di transazioni transfrontaliere SWIFT, e alle imprese in America e in altri paesi occidentali è vietato fare affari o transazioni con le banche russe e il fondo patrimoniale nazionale.
Mercoledì Jake Chervinsky, head of policy presso la Blockchain Association degli Stati Uniti, ha pubblicato un lungo thread su Twitter, illustrando come “la Russia non può e non vorrà sfruttare le crypto per eludere le sanzioni”.

1/ La Russia non può e non vorrà sfruttare le crypto per evadere le sanzioni.
Le preoccupazioni sull’utilizzo delle crypto per l’evasione delle sanzioni sono totalmente infondate. Essi fondamentalmente fraintendono:
– come funzionano le sanzioni
– come funzionano i mercati delle criptovalute
– come Putin sta effettivamente cercando di mitigare le sanzioni

Spiegherò

Chervinsky ha dichiarato tre ragioni per cui è improbabile che la Russia usi le crypto per aggirare le sanzioni statunitensi. La prima è che le sanzioni non sono limitate ai dollari statunitensi, ed è ora illegale per qualsiasi azienda o cittadino degli Stati Uniti di effettuare transazioni con la Russia, riferendo: “Non importa se usano dollari, oro, conchiglie o Bitcoin”.
La seconda ragione è che le necessità finanziarie di una nazione come la Russia superano di gran lunga le attuali capacità dei mercati crypto, che Chervinsky ha definito “troppo piccoli, costosi e trasparenti per essere utili per l’economia russa”. In altre parole, anche se la Russia potesse accedere a sufficiente liquidità, non potrebbe comunque nascondere le sue transazioni in un tale mercato.
Inoltre, il paese ha trascorso anni a cercare di “proteggersi dalle sanzioni”, ma non è riuscito a sviluppare alcuna infrastruttura crypto significativa o anche a finalizzare una adeguata regolamentazione. Chervinsky ha dichiarato che le crypto semplicemente non sembrano far parte dei piani della Russia per mitigare gli effetti delle sanzioni.
“La realtà è che Putin ha passato anni a cercare di rendere la Russia a prova di sanzioni e le crypto non fanno parte del suo piano. La sua strategia includeva la diversificazione delle riserve russe in yuan e oro (non crypto), lo spostamento del commercio in Asia (non su blockchain), portando la produzione onshore, ecc.
Tuttavia martedì, Roman Bieda, head of fraud investigations presso la piattaforma di ricerca blockchain Coinfirm, riferisce ad Al Jazeera che sarebbe possibile in generale utilizzare le crypto per “eludere le sanzioni e nascondere la ricchezza” come è stato fatto dalla Corea del Nord, Venezuela e Iran.
Ma altri esperti hanno affermato che il caso della Russia sia diverso a causa della portata delle sanzioni, il suo tasso lento di adozione delle crypto e la mancanza di volumi nei mercati.
Ari Redbord, head of legal and government affairs presso la società d’investigazione di crypto crimini TRM Labs, ha riportato che la trasparenza della blockchain sia un deterrente naturale all’evasione delle sanzioni in tal caso.
“La Russia non può usare le crypto per sostituire le centinaia di miliardi di dollari che potrebbero essere potenzialmente bloccati o congelati”.
Il 25 febbraio, Cointelegraph ha riferito che il presidente della BCE Lagarde fosse ansioso di far approvare il disegno di legge sui mercati degli asset digitali dal Parlamento europeo il più presto possibile, al fine di dare alle autorità europee i mezzi per “catturare effettivamente i crypto asset”. Lagarde ha suggerito di far passare le leggi con urgenza, al fine di evitare che il presidente russo Vladimir Putin sia potenzialmente in grado di eludere le sanzioni con le criptovalute.
In un’intervista con Rachel Maddow su MSNBC di questa settimana, Clinton ha esortato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden a vietare alla Russia il trading di criptovalute. Lei e Maddow hanno discusso le potenziali minacce alla sicurezza nazionale che potrebbero riguardare le criptovalute. Clinton ha infine aggiunto: “Il Dipartimento del Tesoro e gli europei dovrebbero prestare attenzione a come impedire ai mercati di criptovalute di dare una via di fuga alla Russia”.
“Sono rimasto deluso nel vedere che alcuni exchange di criptovalute – non tutti, ma alcuni di loro – si rifiutino di terminare le transazioni con la Russia a causa di una certa filosofia di libertarismo”.
Martedì, anche la senatrice statunitense Elizabeth Warren ha colto l’occasione per affermare che i regolatori finanziari americani dovrebbero controllare gli asset digitali, in quanto potrebbero “permettere a Putin e ai suoi compari di eludere le sanzioni economiche”.

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