È guerra anche sulle criptomonete.
Che sta succedendo


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È guerra anche sulle criptomonete. Che sta succedendo

di Carlo Terzano
Guerra e criptovalute; novità e scenari

Il fatto che la Russia potrebbe realmente accettare i Bitcoin da alcuni Paesi come pagamento per le forniture di petrolio e gas, come scritto dalla Bbc, che cita il capo della commissione per l’energia della Duma, Pavel Zavalny, è solo l’ultimo indizio che permette di comprendere la centralità delle criptomonete, su entrambi i fronti, nella guerra tra Russia e Ucraina. Ma non solo: potremmo davvero essere all’inizio di una rivoluzione valutaria. Ma andiamo con ordine.
BLACKROCK: LA GUERRA ACCELERA L’ADOZIONE DELLE CRIPTOMONETE
Se ci fosse bisogno di ulteriori prove, arrivano dalla lettera annuale che Larry Fink, ceo di BlackRock, il fondo dei fondi, rivolge agli investitori. Nel testo sottolinea come “un aspetto meno discusso della guerra è il suo potenziale impatto sull’accelerazione delle valute digitali”. In quanto, secondo Fink, il tema delle criptomonete è oggi centrale e prioritario in quanto la guerra “spingerà i Paesi a rivalutare le loro dipendenze valutarie. Già prima della guerra, diversi governi stavano cercando di svolgere un ruolo più attivo nelle valute digitali e definire i quadri normativi in base ai quali operano. La banca centrale statunitense, ad esempio, ha recentemente lanciato uno studio per esaminare le potenziali implicazioni di un dollaro digitale statunitense”.
LE AUTORITA’ EUROPEE INVITANO I CITTADINI ALLA CAUTELA
E mentre Fink guarda al futuro, e ipotizza perfino “un sistema di pagamento digitale globale” per “migliorare il regolamento delle transazioni internazionali riducendo il rischio di riciclaggio di denaro e corruzione” e “ridurre i costi dei pagamenti transfrontalieri quando i lavoratori espatriati restituiscono i guadagni alle loro famiglie”, nel Vecchio continente, nel pieno della guerra tra Russia e Ucraina Esma, Eba ed Eiopa hanno diffuso una nota per mettere in guardia i consumatori dai rischi degli investimenti delle criptomonete che, nel mare magnum del Web, tra servizi di trading, token ed Nft animano gli affari di 17.000 attività diverse, che quotidianamente smerciano, nel 60% dei casi, Bitcoin ed Ethereum.
BITCOIN & CO. NUOVO BENE RIFUGIO
Se la guerra tra Russia e Ucraina ha infiammato i prezzi di una gran quantità di materie prime – dal gas al grano, passando per metalli e terre rare – e ha portato al tracollo delle rispettive monete nazionali, secondo i dati a disposizione, le popolazioni interessate, per tutelarsi da ulteriori svalutazioni, hanno iniziato a investire in moneta virtuale. Le criptovalute stanno cioè diventando un bene rifugio.
GLI APPELLI (INASCOLTATI) DELL’UCRAINA ALLE AZIENDE DI EXCANGE
In Russia, poi, le criptovalute vengono usate per aggirare il blocco dei sistemi di pagamento come PayPal, Visa e Mastercard. È il motivo per il quale le autorità ucraine hanno chiesto ai più grandi excange del mondo, da Binance a Coinbase passando per Kraken, di congelare i movimenti dei clienti russi, anche per evitare che quelle piattaforme vengano usate per aggirare le sanzioni.
LA RUSSIA SI AFFIDA ALLO YUAN DIGITALE PER BYPASSARE LE SANZIONI?
A proposito di sanzioni, lo yuan o renminbi digitale potrebbe essere sfruttato da Mosca in alternativa al dollaro nei sistemi di pagamento internazionali, eludendo così il sistema di messaggistica Swift da cui la Russia è stata recentemente espulsa. Anche (ma non solo, come diremo a breve) per questo il presidente Usa, Joe Biden, ha accelerato sul decreto per il progetto del «dollaro digitale» che però, a dispetto del nome, non ha nulla da spartire con le criptovalute conosciute finora.
IL DOLLARO DIGITALE DOVRA’ INSEGUIRE LA MONETA VIRTUALE CINESE
Infatti le criptomonete attuali sono private e, per questo, in larga parte non regolamentate. Siamo invece nel campo delle CBDC, ovvero la versione digitale delle valute “pubbliche” e quindi gestite dalle banche centrali. Non è un fatto di poco conto: se da un lato le normative impediscono a queste monete di avere chissà quali exploit improvvisi in termini di valore, gli investitori sanno che dietro, a livello fiduciario, c’è comunque un Paese, con la sua riserva aurea. Insomma, sono garantite esattamente come la moneta tradizionale. Le Central Bank Digital Currency (CBDC), sono dunque una nuova forma di moneta diversa dal denaro digitale, indissolubilmente legata alla Banca che la emette.
DALLA VIA DELLA SETA A MOSCA
Il dollaro digitale è quindi un competitor dello renminbi virtuale, sebbene rischi di debuttare a un lustro di distanza rispetto alla criptomoneta cinese, in quella che sarà la guerra digitale del domani. La sperimentazione cinese ha già coinvolto 260 milioni di cittadini con la finalità, nemmeno troppo nascosta, di ambire a diventare una moneta da usare per gli scambi commerciali internazionali: da qui la recente sperimentazione coordinata a livello istituzionale dalla Bank of International Settlements (Bis) tra le banche centrali di Cina, Thailandia, Emirati Arabi Uniti e Hong Kong. Lo Yuan digitale potrebbe, come primo passo, fungere da ‘dollaro’ negli scambi tra i Paesi che aderiscono alla Belt and Road Initiatives. E la guerra in Ucraina potrebbe permettere a Pechino di allargare il test all’intera popolazione russa.
Ora, col decreto di Biden, qualcosa si muove anche negli USA, in attesa che anche Bruxelles smuova le acque stagnanti in cui pare affogato l’euro digitale. I primi rapporti e le raccomandazioni dovrebbero arrivare entro 180 giorni. Il 16% degli americani adulti, 40 milioni di persone, finora ha investito, trattato o utilizzato per le proprie operazioni online i token digitali.
L’UCRAINA, IN GUERRA, NON MOLLA LE CRIPTOMONETE
Allo stesso modo, nemmeno Kiev intende frenare sullo sviluppo della sua valuta digitale della banca centrale (CBDC) nonostante il conflitto armato tra Russia e Ucraina. La CBDC ucraina sta ancora andando avanti, secondo un’intervista al CEO di Stellar, Denelle Dixon, a Coindesk del 21 marzo. Dixon ha affermato che la CBDC è “qualcosa su cui [Stellar] continuerà a lavorare con [l’Ucraina]”. Ha anche ammesso che – inevitabilmente – ci sono stati alcuni ritardi, poiché le persone coinvolte nel progetto non sono state in grado di accedere ai loro uffici e ha affermato di non sapere quando la CBDC verrà lanciata. Secondo i piani del governo di Zelensky, l’Ucraina già a partire da quest’anno avrebbe dovuto muovere i passi per diventare una cashless society ed è tra gli 80 Stati che stanno lavorando a una valuta digitale.

COMMENTO: è l’ora che le Nazioni Occidentali si sveglino e smettano di prendere dai magazzini delle Grosse Aziende di Cybersecurity e dai fanatici della Block-Chain. Il sistema block-chain h una base anarchica ed è una falsa democrazia, in cui gli attori sono grandi capitalisti mentre l’uomo comune è soggetto a truffe e all’effetto Ponzi.
Si invitano Governi e Parlamenti Occidentali a prendere in considerazione l’UNICA MONETA DIGITALE CRITTOGRAFATA che non ha bisogno di block-chain per le verifiche di integrità e ha costo ambientale ZERO. Leggi negli altri articoli del sito cosa proponiamo. se il Dollaro Digitale arriva tra due anni il mondo è già tutto con lo yuan digitale. Noi abbiamo la soluzione PRONTA, TESTATA, in 3 mesi forniamo il sistema completo, assistenza e formazione al Cliente e il Dollaro digitale piuttosto che l’Euro digitale sono già nelle tasche dei cittadini. Ma non dimentichiamo anche gli amici inglesi. Rifiutare questa possibilità per piccoli interessi di bottega significa cedere il dominio del mondo a Nazioni Non Democratiche. Tutti i morti per la difesa della Ucraina sono inutili.

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